Nello zaino dello skialper

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         28 Jan 2022 10:54
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Nello zaino

dello skialper


Gite sognate. Salite in ambienti unici, in un mare di neve dove tracciare la propria via o pennellare curve in discese ogni volta diverse. Silenzi, ambienti ancor più incontaminati perché ovattati nel candore. Queste sono solo alcune pillole di quella stupenda attività invernale che è lo scialpinismo! Una disciplina che catalogare genericamente come sport è sicuramente riduttivo trattandosi di uno dei migliori modi per vivere a fondo la montagna bianca.
Un’attività che, tuttavia, espone gli amanti di questi ambienti a dei rischi oggettivi e soggettivi che vanno assolutamente conosciuti per godersi al rientro dalla gita la meritata birra in rifugio.


Praticando con assiduità lo scialpinismo da quasi 30 anni e militando nel soccorso alpino ho vissuto un’infinità di giornate di neve sulle pelli di foca. Ore ed ore che, con il senno di poi, sono servite ad alimentare in maniera genuina quel sostantivo femminile, proprio personale, che chiamo “esperienza”. Ecco quindi che, non essendo un geloso custode di particolari segreti, con questo post vi voglio consigliare in merito a cosa è necessario avere con sé per affrontare al meglio le uscite di scialpinismo, e magari alcuni problemi che potrebbero insorgere durante l’escursione.


Partiamo dall’attrezzatura base, quella che permette lo svolgimento vero e proprio dello sci alpinismo”.


Sci

In commercio ce ne sono una marea, da quelli per le risalite veloci all’insegna del ritmo sostenuto a quelli dedicati alle discese in nevi profonde. Per cominciare, come sempre, uno sci dalla larghezza media al centro andrà benissimo anche perché dovrete prima capire che tipo di scialpinisti siete e, solo poi, indirizzarvi sulla tavola perfetta per voi. Quindi un’asse con il centro largo attorno agli 85mm e dal peso sui 1200/1400g sarà ottima per accompagnarvi nelle vostre prime uscite.  
Attacchi. Consigliabili i cosiddetti “attacchini” che lasciano grande libertà di movimento in salita, evitando fatiche eroiche, ma che ancorano egregiamente il piede allo sci nella discesa. Sempre utile l’accessorio skistopper per evitare, in caso di caduta, di dover cercare lo sci a primavera per un inaspettato scivolamento verso valle… 


Pelli di foca

Devono essere adatte, ovviamente, allo sci che si utilizza con la colla sempre in buono stato. Il vostro negoziante di fiducia saprà consigliare un’eventuale operazione di sostituzione dell’adesivo in caso di eccessiva sporcizia o usura. Tra le varie tipologie in commercio è meglio indirizzarsi su quelle con attacchi meccanici (in punta e in coda), accessori che garantiscono la giusta tenuta allo sci anche in caso di condizioni particolari della neve in cui la colla non regge.  


Bastoncini

Meglio quelli telescopici per essere eventualmente inseriti all’interno dello zaino senza dare ingombri fastidiosi nei tratti appiedati. Un generoso rivestimento in gomma, inferiormente all’impugnatura, sarà molto utile nei tratti in traverso. 


Scarponi

Della giusta misura, né troppo larghi né troppo stretti per evitare vesciche o geloni. È importante eseguirne la termoformatura presso i rivenditori tecnici in occasione di un eventuale acquisto. Gli scarponi con 3 ganci sono attualmente la giusta via di mezzo tra prestazioni in salita e in discesa. Assolutamente necessario che abbiano in punta la predisposizione PIN per accoppiarsi agli attacchi dedicati (altrimenti inservibili).  


Abbigliamento

Il detto “in montagna ci si veste a cipolla” è quantomai azzeccato. È infatti consigliato vestirsi a strati adattandoli alle condizioni meteo che si troveranno in gita. Partire per la salita abbigliati per una spedizione sul K2 può essere deleterio quanto l’utilizzo di indumenti troppo leggeri. Un intimo tecnico traspirante come primo strato a contatto con il corpo, una felpa tecnica in pile e un guscio traspirante ma, allo stesso tempo, impermeabile in gore-tex, costituiscono la base dell’abbigliamento perfetto per quasi tutte le condizioni meteo riscontrabili sulle nostre Alpi. Un paio di guanti leggeri alle mani e una cuffia in windstopper completano il quadro. L’alta rifrazione solare richiederà un paio di occhiali da sole idoneo, meglio se con lenti specchiate di categoria almeno 3.


Zaino

La casa viaggiante dello scialpinista, da scegliere in base alla tipologia di uscita. Inutile avere zaini enormi che risulterebbero di ingombro e poco pratici, meglio indirizzarsi su una capacità media (attorno ai 35-40 lt) in grado di contenere tutto il necessario. Vanno preferiti gli zaini che all’esterno hanno le cinghie per l’ancoraggio degli sci e della picozza, nonché quelli che presentano in posizione facilmente raggiungibile lo scomparto per il kit di sicurezza. All’interno dello zaino troveranno alloggiamento una giaccavento in primaloft, materiale che mantiene caldi anche se inumidito, una maglietta di ricambio e un paio di guanti più pesanti per la discesa. 
L’alimentazione in questi casi è molto importante e non va sottovalutata la necessità di un thermos con del the caldo, delle barrette energetiche a rapido assorbimento e qualcosa di più sostanzioso, come un panino, per la meritata pausa sulla cima. 


Passiamo ora a degli strumenti che in alcune occasioni si riveleranno indispensabili.

I rampant sono degli speciali ramponi pensati per innestarsi sugli attacchi ed agevolare la salita su terreno ghiacciato. Dal peso limitato questo accessorio è importantissimo. 
Il Kit di sicurezza, composto da ARTVA pala e sonda deve fare parte categoricamente dell’attrezzatura del bravo scialpinista. Il recente D.Lgs 28.02.2021 n.40 ha rimarcato l’obbligo di possedere queste attrezzature salvavita a chi frequenta la montagna innevata in particolari condizioni nivometeorologiche. Credo che la propria incolumità valga ben più di qualche centinaio di euro necessari per l’acquisto di questi presidi, per cui, scegliete pure tra i tanti prodotti disponibili sul mercato con alcune accortezze. 
L’ARTVA, dispositivo ricetrasmittente per la ricerca dei travolti da valanga, garantirà un utilizzo più facile e dai risultati migliori se del tipo a 3 antenne con possibilità di marcaggio e ricerca multipla. È bene ricordarsi sempre di sostituire le batterie se il livello delle stesse scende al di sotto del 50%, in caso di ricerca le batterie vengono sollecitate e si consumano molto in fretta.
La sonda dovrà avere altezza di almeno 240cm ed essere o in alluminio o in carbonio con sezione ottimale di 12mm. Il sistema di bloccaggio preferibile, per la rapidità, è quello a cavo con sistema di tensionamento rapido a blocco. Meglio evitare quelle che richiedono il montaggio tramite l’avvitamento dei segmenti, troppo complicate ed ormai dalla tecnologia sorpassata.  
La pala deve essere robusta e preferibilmente di materiale metallico con manico telescopico per garantire l’ottimizzazione delle operazioni di scavo ed evitare improvvise ed indesiderate rotture.
Il casco fa sempre parte della dotazione che mi accompagna nelle uscite, sia in quelle facili che in quelle più impegnative. Nel mio zaino c’è sempre spazio per un piccolo kit sanitario (con qualche benda, cerotto, un antinfiammatorio/analgesico, un disinfettante) nonché per una lampada frontale, l’indispensabile coltellino svizzero e il sottovalutato nastro americano che risolve parecchie grane che potrebbero capitarvi.


Il consiglio che mi sento di dare a chi si avvicina per la prima volta a questo splendido modo di vivere la montagna è quello di affidarsi, all’inizio, agli esperti del settore come le guide alpine o gli istruttori del club alpino italiano. Dedicare qualche giornata alla formazione e alla consapevolezza ti introdurranno nel migliore dei modi in questo splendido modo di vivere la montagna.



Buone sciate!          
Omar Guibeila



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